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Le Corde

Le corde possono essere costruite con vari materiali. Quelle di nylon hanno la caratteristica di non risentire dell'umidità, ma sono difficili da tirare, scivolose e non semplicissime da annodare.

Poi ci sono le corde in sisal che sono molto economiche, ma filacciose ed elastiche per cui occorre controllare spesso lo stato delle legature. Spesso, proprio perché piuttosto grezze come fattura, tirando le corde in sisal ci si ritrova con qualche scheggia nelle mani.

Infine si trovano in commercio anche corde in iuta e cocco che però sono poco resistenti.

Io consiglio, per i lavori di pionieristica, di usare corde di canapa.

La canapa è una pianta erbacea dal cui fusto si estrae una fibra che si presenta in fasci di fili paralleli. Questi fili vengono ritorti intorno al loro asse, in questo modo si riesce a conferire loro una maggiore resistenza ed elasticità. Le corde ed i cordini che noi usiamo in pionieristica sono generalmente ritorti, sono cioè costituiti da un certo numero di fili attorcigliati su se stessi.

Dopo averli raggruppati a tre a tre, viene a loro data una torsione opposta alla prima, in questo modo si ottiene il trefolo, circa una ventina di trefoli, ritorti in senso contrario,formano il legnolo.

Tre legnoli, con torsione, di nuovo in senso contrario, formano la corda.

Corda Ritorta

Esistono anche delle corde intrecciate che sono costituite da un'anima interna attorno alla quale è avvolta una sorta di calza formata da trefoli intrecciati tra di loro, ma è estremamente scomoda per noi perché le due parti non sono solidali tra loro compromettendo la resistenza della corda.

Corda Intrecciata

Quando andiamo a parlare di resistenza di una corda tocchiamo un tasto delicato perché, spesso chi usa le corde per le costruzioni di pionieristica non prende in esame quanto queste possano essere resistenti e quindi sicure.

Esistono delle tabelle che riportano due tipi di resistenza, chiamato "carico": quello di rottura ed il carico di sicurezza.

Il carico di rottura nei confronti di quello di sicurezza è estremamente elevato. Pensate che una corda di 10 mm di diametro ha un carico di rottura di circa 700 kg.

Il carico di rottura viene praticamente misurato in questo modo, si fissa ad un gancio una corda ad esempio di 10 mm di diametro, nuova, mai usata, perfetta, senza quindi fili recisi o altro, e all'estremità opposta si appende un peso che viene aumentato sempre più fino a causarne la rottura: la quantità di kg necessari a questa operazione determina il carico di rottura.

Il fatto che una corda abbia un carico di rottura elevato, non deve tranquillizzarci, perché questa può essere vecchia, può essere stata piegata male, può aver sofferto l'umidità o altre mille situazioni di "stress".

Per essere tranquilli al massimo ed avere quindi il carico di sicurezza, dobbiamo quindi dividere per 10 i valori di rottura che si possono rilevare dalla tabella qui riportata.

Circonferenza Fune (in mm) Carico di rottura (in Kg) Carico di sicurezza (in Kg)
10 74,2 11,4
12 101 14,8
14 130 19,4
20 210 32
25 228 49,1
30 457 69,7
35 627 94
40 821 123
45 1251 157
50 1501 182

Ad influire sulla sicurezza vanno anche le condizioni generali della corda; se esteticamente si presenta bene, potrebbe al suo interno celare dei problemi. Per verificarlo si allarghino i legnoli e si osservi il colore della canapa interna. Se si riscontrano delle macchie scure potremmo trovarci di fronte a della muffa che ha sicuramente intaccato le fibre rendendo quella corda non più sicura.

Il diametro dei cordini che useremo per le nostre costruzioni va da 3 mm a 6 mm. Le corde più grosse da usare per passaggi alla marinara o ponti tibetani saranno da 20 a 40 mm. I cordini da costruzione vanno preparati in lunghezze che vanno dai 5 ai 10 metri.

Non tagliate dei pezzi da 2 metri: vi faranno solo perdere tempo e complicare le cose in fase di lavoro.

Per affrontare un campo, con tutte le costruzioni necessarie, sono sufficienti una sessantina di cordini per squadriglia, anche se averne di più non guasta.

Ogni cordino, essendo appunto ritorto, quando verrà tagliato nella giusta misura, tenderà a "srotolarsi" dividendo i trefoli. Bisogna impedire che questo accada bloccando le estremità con una "legatura di piombatura", per eseguire la quale si deve usare dello spago molto sottile, al massimi di 1 mm di diametro.

Piombatura

Per le corde in nylon è invece richiesta una piombatura a caldo, bruciando cioè il termine del cordino con una piccola fiamma (accendino) e lasciandolo raffreddare schiacciandolo su una superficie fredda.

Una volta terminata la piombatura, immergete le estremità del cordino in colla vinilica (che avrete possibilmente colorato con della tempera, in modo che i cordini delle diverse sq siano ben distinguibili) in modo da indurirle evitando così di dovere rifare spesso questa operazione.

I cordini e le corde vanno conservati in sacchi di tela, perchè devono "respirare", non vanno mai riposti bagnati, prima si fanno asciugare all'ombra, non al sole altrimenti si seccano troppo rapidamente e, per conservarli più a lungo, devono esser umettati con olio di lino (solo per le corde in canapa).

Non riponeteli senza prima averli avvolti ordinatamente, un'operazione semplicissima da fare.

Prendete un capo del cordino con le dita della mano e tenete il pollice aperto come a formare un gancio, con la sinistra passate la corda avvolgendola tra il braccio che terrete a novanta gradi ed il pollice aperto.

Dopo un certo numero di giri con il cordino restante bloccherete tutta la matassa con un paio di giri in modo da evitare che questa si apra, tenendo così ogni cordino nell'impossibilità di slegarsi e quindi di imbrogliarsi con gli altri.

È molto importante tenere i cordini separati l'uno dall'altro perché in fase di costruzione questi devono essere immediatamente disponibili all'utilizzo.

È buona norma inoltre al termine della costruzione, prima di riporre tutto il materiale controllare che non ci siano nodi sui cordini ed è altrettanto bene non immagazzinare corde umide.